Aggressione medico, la Giustizia ha fatto il suo corso: ecco la decisione del Tribunale di Catania

Fu un atto vile e nemmeno isolato. Dopo anni, il Tribunale di Catania emette la sentenza riguardo l’aggressione del medico Luca Caragliano ad Acireale

A cura di redazionemd
11 novembre 2023 19:03
Aggressione medico, la Giustizia ha fatto il suo corso: ecco la decisione del Tribunale di Catania
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Una vittoria per la Giustizia anche se aggressore e famigliari continuano a pensare di aver fatto bene. Sono diverse le aggressioni subite dai medici nel Catanese. Nel fatto specifico, un uomo nel 2019 aggredì il medico Luca Caragliano senza ragione alcuna. Il Tribunale di Catania decide la sorte del criminale, la sentenza si basa sulla violenza e l’aggressività mostrata nei video.

Il caso Caragliano: dopo anni dall’aggressione si ottiene un risultato

Nel 2020, a seguito dell’aggressione al ginecologo Luca Caragliano, l’OMCeO si è costituito parte civile al processo, difendendo il decoro e la dignità dell’intera categoria professionale. Durante la pubblica udienza del 3 ottobre 2023, il Tribunale di Catania ha emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’aggressore, sottolineando la gravità delle sue condotte.

Aggressione Medico Luca Caragliano Acireale Sentenza Tribunale 1
Aggressione Medico Luca Caragliano Acireale Sentenza Tribunale 1

Il Giudice ha accertato la responsabilità penale dell’aggressore, condannandolo a tre anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici. Inoltre, ha ordinato il risarcimento del danno all’immagine subito dall’Ordine e il pagamento delle spese processuali. L’Ordine, difeso dall’avv. Eleonora Savoca, si era costituito parte civile poiché i fatti occorsi “incidevano gravemente sull’immagine e reputazione dell’OMCeO”.

Le aggressioni fisiche e verbali contro i medici sono diventate un’emergenza nazionale. Dopo denunce coraggiose e prese di posizione decise, finalmente arrivano i primi risultati che mettono in luce l’impegno nelle sedi giudiziarie a difesa e tutela dei sanitari. Adesso manca solo la consapevolezza del deprecabile gesto da parte del criminale ma probabilmente ciò non avverrà mai.

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