La Festa di San Giovanni e "U pisci a mari": mito, religione e folklore ad Acitrezza

L'arrivo dell'estate segna una tappa importante per i catanesi, abituati in questo periodo a festeggiare le loro feste patronali con ricche sagre di prodotti locali: un'occasione per degustare le delizie nostrane, ma anche per poter condividere un momento di allegria e spensieratezza all'insegna del folclore e della fede.

Ed è proprio questo lo spirito che ogni anno spinge gli abitanti di Aci Trezza a rinnovare il tradizionale evento "U pisci a mari" (il pesce a mare), la nota pantomima la cui origine risale al XVIII secolo e all'inaugurazione della statua lignea di San Giovanni Battista, patrono del borgo marinaro trezzota.

Questa recita, rappresentata il 24 giugno, giorno dedicato al Santo Patrono, mette in scena la tipica attività di pesca del pesce spada, che si svolgeva nello stretto di Messina, resa grottesca e comica dai pescatori che partecipano attivamente alla "calata" verso il mare, accompagnati dalla folla e dalla musica stradizionale suonata dalla banda. Il valore propiziatorio della panomima è sancito dall'arrivo dei 5 attori/ pescatori alla piazza centrale, punto nel quale invocano San Giovanni Battista per chiedergli la grazia di una pesca florida e ricca.

Mentre il "rais" che sta sul molo grida e dirige la pesca, con le tradizionali frasi in dialetto, a vestire i panni "do pisci" che deve essere catturato è un nuotatore esperto, che come un vero pesce cerca di sfuggire alla rete dei 5 pescatori e che, alla fine, riesce a liberarsi dalla loro presa. A questo punto, dopo tentativi ormai vani, il rais inizia a imprecare e si getta in mare, lasciando gli altri pescatori, che, in preda allo sconforto, capovolgono la barca. La cattura "do Pisci friscu, pigghiatu ora ora. U tagghiamu a Trizza stissu!" e la definitiva fuga del pesce simboleggiano la continua e perenne lotta per la sopravvivenza dell'uomo sulla terra, tanto da indurre il rais a imprecare contro l'animale "Scialaràti, scialaràti, m’arruvinàsturu; mi facìsturu pèrdiri a pruvirenzia!".

Nei suoi oltre 250 anni di storia, questo evento è stato annullato solo a seguito di conflitti bellici (l'ultimo risalente alla seconda guerra mondiale) e per la pandemia da Coronavirus. Quest'anno però, Aci Trezza riprende la tradizione, festeggiando il suo Santo Patrono San Giovanni Battista nel rispetto delle regole anti Covid-19. Il programma dei festeggiamenti 2021 prevede vari appuntamenti nel mese di giugno, che avranno il suo fulcro centrane nel solenne Triduo della festa nelle giornate del 20, del 21 e del 22 e nella Solennità della Natività di San Giovanni Battista nella giornata del 24 e in quella del 25 giugno.

La Commissione per i festeggiamenti in onore del Santo ha annunciato infatti che "per tutte le celebrazioni previste, la partecipazione sarà garantita fino ad esaurimento dei posti disponibili così come previsto dalle misure di contenimento. L'ingresso in chiesa avverrà previa presentazione del tagliando che sarà distribuito dagli addetti davanti il sagrato 30 minuti prima di ogni Santa Messa". Per dare a tutti la possibilità di partecipare agli eventi in programma, gli addetti ai lavori e le autorità richiedono massima collaborazione da parte dei partecipanti e raccomandano la scelta di una sola celebrazione. Rispettando le regole, sara possibile rispettare anche la tradizione!

Catanese Doc e amante della sua terra, sono laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna. Diventata per passione una copywriter e on line editress, da sempre sono appassionata di scrittura, di letteratura, ma soprattutto della Sicilia. Ho collaborato con varie testate giornalistiche locali, che mi hanno permesso di coltivare le mie passioni