Il castello di Leucatia: il matrimonio mai consacrato, i fantasmi, l’occupazione tedesca e la Biblioteca Centro Culturale

Il castello di Leucatia fa parte di quelle strutture che s’impregnano di storia e leggenda, divenendo parte del tessuto popolare, delle sue tradizioni e delle sue credenze. Dopo una lunga e travagliata storia, attualmente il maniero ospita la Biblioteca Centro Culturale "Rosario Livatino" al piano terra ma per tutti i catanesi, soprattutto i più anziani, rimmarrà sempre il castello dei fantasmi.

Il castello di Leucatia ha da poco compiuto un secolo ed è stato teatro dei più disparati eventi, ospitando anche diversi e cruciali momenti della storia moderna. La storia del castello s’è impregnata di leggenda e mistero sin dai primi anni. L’incendio del palazzo comunale di Catania nel 1944 distrusse i documenti originali, dunque il racconto divenne popolare, tramandato da padre in figlio, acquisendo maggiormente l’attuale status misterioso.

La leggenda popolare narra di un ricco ebreo, Mioccio, intento a costruire il castello di Leucatia nel 1911 con la finalità di farne dono di nozze alla giovane figlia Angelina, prediletta del padre. Il castello sarebbe stato eretto sui ruderi di un tempio pagano dalle tinte bianche, in cui si sarebbero verificati riti e sacrifici strettamente legati alla cultura esoterica. A conferma di ciò vi sarebbe solo il toponimo Leucatia dal greco Leucos (bianco) e catria (divinità).

Le stelle a sei punte, lungo i merli dei torrioni, confermerebbero l’origine ebraica del proprietario dando un pizzico di realtà alla leggenda. La promessa sposa Angelina era destinata a un ricco avvocato con dieci anni in più di lei e del quale non aveva alcun minimo interesse. La giovane era innamorata di Alfio, lontano cugino di bassa estrazione sociale, che ricambiava i sentimenti d’ella ma non aveva il coraggio di chiedere la mano della figlia al padre, per cui tra l’altro lavorava, timoroso di ricevere un rifiuto e perdere il lavoro.

La debolezza di Alfio divenne “coraggio” per Angelina la quale, disperata ed infelice del suo destino scelto d’altri, non vedendo altra via di fuga dal matrimonio combinato, decise di suicidarsi estraniandosi definitivamente con la morte dalla sensazione d’esser solo un oggetto e dal futuro già scritto. Angelina si vestì da sposa, salì nella torre più alta del castello di Leucatia e si lanciò nel vuoto. Il padre decise d’imbalsamarla, nell’intento d’eternare la sua bellezza, tramutando il gioioso abito bianco in un triste capo mortuario.

La cappella presso il cimitero monumentale di Catania è divenuta famosa, quasi una macabra attrazione, poiché fino al 2016 era possibile osservare il corpo imbalsamato di Angelina, attraverso una teca di vetro, facendola divenire nell’immaginario comune la “Bella addormentata di Catania”. Pur essendoci un punto d’osservazione, la cappella Miocco giaceva in stato di completo abbandono e indifferenza degli eredi, dunque è stata murata e dichiarata a rischio crollo. Solo recentemente la cappella è stata restaurata.

Tra ladri alla ricerca di preziosi d’inizio ‘900 e una salma a rischio furto, come in una favola, Angelina è stata soccorsa da un uomo che cominciò a prendersene cura, ai limiti d’una deviazione mentale, senza alcuna autorizzazione, rischiando più volte di danneggiare il corpo ma al contempo pulendo la cappella e riempiendo la tomba di bambole, fiori e orsacchiotti. Il comportamento del quarantenne lascia molti dubbi, ma l’alone di mistero permane, in quanto l’uomo avrebbe fatto tutto ciò poiché, apparsa in sogno, è stata la stessa Angelina a chiederglielo.

Cos’accadde dopo la morte di Angelina? Cominciarono le dicerie su maledizioni, infestazioni di spiriti e presenze inquietanti. Si tramandò la credenza che la costruzione sulla necropoli preesistente fosse l’inizio di tutto. Questa vox populi permise l’acquisto del castello di Leucatia ad un privato per adibirlo ad abitazione civile. La valenza d’una storia sta nel modo in cui si racconta ed è questo il caso: le insistenti voci d’apparizioni misteriose, lamenti e urla provenienti da quell’originaria costruzione persuasero il neo proprietario, a tal punto da decidere l’interruzione dei lavori di ripristino e l’abbandono del castello dei fantasmi.

Giunse la Seconda Guerra Mondiale e Catania fu invasa dalle forze tedesche. Tutte le ville furono requisite, Castello di Leucatia compreso. La strategica posizione la fece divenire una roccaforte antiaerea ma soprattutto acquisì nuova leggenda, in quanto fu l’unica struttura della zona a non subire alcun danneggiamento mentre altri edifici, anche vicini, furono rasi a suolo. Le storie si susseguirono, ogni giorno qualcuno sentiva o vedeva qualcosa finché, dato il valore intrinseco e storico, il Comune di Catania deliberò l’acquisto del Castello dei fantasmi.

Le diverse Amministrazioni si mostrarono indifferenti al castello di Leucatia, divenendo un rifugio per clochard e meta di qualche gruppo di ragazzi suggestionati dalle voci popolari. Nel 2001 il castello dei fantasmi tornò a essere preso in considerazione dal Comune e, dopo una breve ristrutturazione, fu inaugurata la Biblioteca e Centro Culturale Rosario Livatino nel piano più basso. Da quel momento le voci continuano a girare, le leggende anch’esse, ma nessuno negli ultimi vent’anni ha segnalato la presenza di fantasmi o luci misteriose.

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