Natale 2020 sulle tavole di Catania: cosa mangeranno i catanesi?

Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ancora in corso, sarà un Natale decisamente diverso.

L’ultimo DPCM prevede quelli che potremmo definire dei “piccoli” lockdown: tutte le regioni italiane infatti, saranno rosse nei giorni che vanno dal 24 al 27 e il 31 dicembre, dall’1 al 3 gennaio, e infine il 5 e 6 dello stesso mese.

Nonostante i nuovi provvedimenti, e le molte sedie che purtroppo resteranno vuote, sono numerosi coloro che non rinunciano al classico cenone e pranzo di Natale, seppur senza grandi tavolate, ma in forma più ridotta.

Ma quali sono le pietanze, tipiche natalizie, che vengono consumate dai catanesi veraci in questi giorni di festa?

Iniziamo dai primi. Seppur Catania è la patria natia della pasta alla Norma, creata in onore di una delle opere più famose del suo cittadino più illustre, ossia Vicenzo Bellini, il catanese doc nei giorni di festa preferiste gustare un bel piatto di lasagne o di cannelloni. Non vengono disdegnati nemmeno i tortellini al ragù o la pasta al salmone oppure con il più tradizionale pistacchio.

Padrona di tutte le tavole è sicuramente lei, l’immancabile scacciata che con il suo ripieno che varia da tuma e alici, spinaci e prosciutto, caliceddi e salsiccia, patate e pepato, “bastaddi affucati” (broccoli affocati per i meno autoctoni) ed altro ancora, soddisfa tutti i palati, compresi i più sopraffini.

Segue il baccala infarinato, fritto e accompagnato, talvolta, da cipolla caramellata e olive nere, oppure affiancato dalla classica caponata, ovviamente nella classica versione catanese che prevede oltre le melanzane, patate, peperoni, cipolle, pinoli e olive verdi.

Per chi non gradisce il pesce c’è il falsomagro, ossia un grosso rotolone di carne realizzato col tritato o con una fetta di vitello, variamente ripieno: dai più classici uovo, prosciutto, formaggio e prezzemolo, prevede una versione in bianco, accompagnato da piselli; e una in rosso cosparsa di sugo.

E arriviamo al dolce con l’immancabile torrone o minnulata; u cucciddatu (buccellato) con il suo inconfondibile ripieno di fichi secchi, marmellata e frutta candida; le scorze candide d’arancia, semplici o ricoperte di cioccolato; oltre il classico panettone.

Infine, sulla tavola dei catanesi non può mancare la calia e simenza, ovvero la frutta secca che viene consumata in attesa dei pasti o durante le classiche giocate a carte.

Nata e cresciuta nella “raggiante” Catania, dove mi formo a pane, cinema e giornalismo. La passione per la settima arte e per le nuove forme di comunicazione, mi portano a conseguire la laurea in Scienze della Comunicazione ed un Master in Comunicazione e Marketing 2.0. Nel 2013 entro a far parte dell’albo dei giornalisti pubblicisti. Intrinsecamente pirandelliana, autrice di un racconto dal titolo “Intervista immaginaria all’Etna” contenuto nell’antologia “Catanesi per sempre”, divoratrice di libri, musica, nonché di serie tv, e con una valigia sempre pronta.